IL SEDANO. UN PREZIOSO ALLEATO PER LA NOSTRA SALUTE

sedanoIl Sedano è una pianta originaria dell’Europa; utilizzata per secoli come pianta medicinale viene oggi coltivata e consumata in insalata in tutto il mondo. Il Sedano è ricco di sali minerali tra cui sodio e cloro, oligoelementi, amminoacidi essenziali e vitamine (C, B6 e K). Di queste vitamine, il sedano è una fonte eccellente di vitamina K (oltre alla C e alla B6). Questa vitamina è necessaria per la produzione delle proteine coinvolte nella coagulazione del sangue (sia per la stimolazione che per l’inibizione della coagulazione del sangue), per questo anche grazie all’assenza di calorie e all’abbondanza di fibre, il succo di sedano viene utilizzato per scopi medicinali per la purificazione del sangue.

LE PROPRIETA’

Le fibre di cui il sedano è ricco, aiutano a ridurre trigliceridi e colesterolo; la sedanina, una sostanza aromatica stimolante e altre molecole (fenolo, mannite, inositolo) ne potenziano le capacità digestive e di assorbimento dei gas nell’apparato digerente. Mentre dei particolari fitonutrienti, permettono di controllare gli ormoni che regolano la pressione del sangue e lo rendono adatto nel trattamento di molti casi di ipertensione. Consumato crudo, fresco o in succo (anche sotto forma di centrifugato) questo ortaggio contrasta la ritenzione idrica grazie al suo alto potere diuretico.

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LO ZAFFERANO CONTRO ANSIA E STRESS

zafferanoLo zafferano, la spezia regina dei risotti, ha molte proprietà benefiche per la salute e per il benessere: è infatti utile per placare l’ansia, tutto merito dei carotenoidi (conferma la scienza). In India, dove lo zafferano è ampiamente usato, la medicina ayurvedica lo considera una sostanza a metà strada tra alimento e farmaco; anche la cromoterapia usa lo zafferano nelle situazioni di stress psicofisico: il colore giallo è da sempre sinonimo di benessere e buonumore. Lo zafferano è quindi un vero toccasana per molti disturbi legati allo stile di vita moderno come: ansia, stress, depressione. Tutte le sue proprietà si concentrano negli stimmi color rosso, quelli che polverizzati si usano anche in cucina. Questi filamenti intorno alla corolla contengono circa 150 sostanze, di cui 4 particolarmente attive: crocetina, crocina, picrocrocina e safranale (tutte appartenenti alla famiglia dei carotenoidi).

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CASA TOSSICA – come avveleniamo noi e l’ambiente

VELENITutti i giorni nella vita quotidiana ognuno di noi produce una quantità di “rifiuti speciali”, trasformando le nostre case, secondo l’Epa, l’Environment Protection Agency, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, in un contenitore di veleni e rifiuti pericolosi, con una concentrazione addirittura superiore a quella che si trova nelle strade delle metropoli più trafficate.

Quali sono i veleni che giornalmente ci intossicano e che non conosciamo? Vediamoli insieme.

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I POSTI (a cui non pensi) DOVE SI ANNIDANO I VIRUS

BATTERI LUOGHII virus si annidano nei posti più impensati…

Si possono depositare un po’ ovunque, anche in posti che forse non immaginiamo possano nascondere pericoli infettivi.  I virus possono depositarsi su oggetti e superfici dove rimangono attivi per giorni – o perfino settimane – per poi trasferirsi sulle nostre mani che, quasi inevitabilmente, porteremo alla bocca o al naso, infettandoci. Molti oggetti sono ormai noti come possibili fonti di germi (maniglie delle porte, comodini, superfici dei bagni, giocattoli…), mentre altri sono insospettabili, o quasi.

Ecco quindi la “lista” di nascondigli per virus e batteri ai quali, in genere, non prestiamo attenzione.

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IPOCONDRIA – LE CURE NATURALI

ipocondriaci2Il termine ipocondria deriva dall’antica parola Hypocondrium, che vuol dire “al di sotto delle coste”, e viene collegata al sintomo di dolore addominale che molti soggetti colpiti da questo disturbo manifestano. Ciò che differenzia l’ipocondria dal normale timore di essere affetti da qualcosa di grave è il modo in cui la paura si manifesta: non sporadica bensì sistematica e prolungata, accompagnata da un’insistenza che diviene per lo più ossessionante.

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CAMOMILLA

CAMOMILLACAMOMILLA – Proprietà e Controindicazioni

HABITAT: Europa centro-meridionale, in particolare Ungheria, ex Jugoslavia e Gran Bretagna. PARTE USATA: i fiori.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: estratto secco nebulizzato e titolato in apigenina min.1,2% (Farmacopea Italiana X), la cui dose giornaliera va da 10 a 12 mg. per kg di peso corporeo, suddivisa in due o tre somministrazioni possibilmente lontano dai pasti.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è ricca di flavonoidi, che rappresentano fino all’8% della massa della pianta secca, e che sono più abbondanti nei petali bianchi del fiore. L’essenza è costituita dal camazulene, dall’alfa bisabololo e dai suoi ossidi, che sono più abbondanti nel disco giallo del fiore.  Tutti i componenti della camomilla raggiungono la massima concentrazione nella pianta al momento della fioritura, e sono soprattutto presenti nei fiori e molto meno nelle altre parti del vegetale.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione sedativa: per quel che riguarda l’attività sedativa della camomilla, che è tradizionalmente considerata tipica di questa pianta, si è recentemente potuto dimostrare che alcuni flavonoidi possono avere un’attività simile a quella delle benzodiazepine, che sono farmaci ad azione sedativa molto usati, perchè sono in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine. Si tratta dell’apigenina tipica della camomilla e della crisina tipica della passiflora, mentre quercetina e luteolina sarebbero inattive. Azione protettiva sullo stomaco: possiede attività anti-infiammatoria, particolarmente a livello della mucosa dello stomaco. Essa sembra essere dovuta agli azuleni e ai loro derivati, ma anche il contributo dei flavonoidi pare essere importante. Il bisabololo e i suoi derivati si oppongono all’ulcerazione dello stomaco causata da differenti sostanze quali alcool, indometacina e stress. Azione antiinfiammatoria: In buona parte è dovuta ai flavonoidi, i quali posseggono azione anti-infiammatoria, essendo in grado di inibire l’azione di enzimi capaci di produrre sostanze che favoriscono l’infiammazione. Azione spasmolitica: la pianta possiede attività spasmolitica sulla muscolatura liscia dell’intestino, che è legata ai flavonoidi e in particolare all’apigenina, ma anche al bisabololo e ai suoi derivati. Tale azione spasmolitica è simile a quella della papaverina. Tale effetto dipende, almeno in parte, da un’azione di riduzione dell’ingresso del calcio nelle cellule muscolari lisce della parete intestinale. Azione antiallergica: è capace di ridurre la scarica istaminica cutanea immobilizzando l’istamina nei tessuti, grazie a inibizione della liberazione di questa sostanza da parte dei mastociti, che sono le cellule che producono l’istamina. Ciò non danneggia la cute, poichè l’istamina cutanea non subisce variazioni, dal momento che viene solo ostacolata la sua fuoriuscita dalle cellule.  Uno studio nel ratto ha indagato l’effetto dell’olio essenziale di camomilla sul prurito indotto dal composto 40/80. L’olio essenziale era dissolto in un solvente particolare e somministrato 2 ore prima dell’induzione del prurito. Si è visto che il preparato in questione riduceva in modo significativo il prurito, senza modificare l’attività motoria degli animali. Tale effetto era simile a quello di due noti anti-istaminici, l’oxatomide e la fexofenadina, e ne potenziava significativamente l’azione se usato in contemporanea ad essi. Indicazioni: la Camomilla viene tradizionalmente utilizzata per via orale nel trattamento sintomatico dell’insufficienza digestiva, delle malattie infiammatorie dello stomaco e come spasmolitico a livello intestinale. Per uso topico la pianta è utile nel trattamento delle infiammazioni della pelle, della bocca e della gola e per combattere i sintomi causati dalle punture d’insetto e dalle scottature solari. Azione prevalente: antispastica intestinale. Altre azioni: protettiva dello stomaco, anti-infiammatoria, antiallergica, blandamente sedativa.

EFFETTI COLLATERALI: possono verificarsi reazioni allergiche da fotosensibilizzazione a tipo dermatite da contatto nelle zone cutanee esposte alla luce solare.

CONTROINDICAZIONI: non utilizzare in soggetti sensibili alla camomilla. Può essere usata in gravidanza, durante l’allattamento e nel bambino.

INTERAZIONI CON FARMACI: non note.

DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca nel ratto è superiore a 3 g per kg. di peso.

Fonte: www.fitoterapia.in

MELISSA

melissaMELISSA – Proprietà e Controindicazioni

Le proprietà della melissa sono soprattutto quelle calmanti e sedative. Ecco perché è indicata in caso di ansia, di irritabilità, di insonnia determinata da una stanchezza eccessiva, di nervosismo e di tachicardia. E’ in grado di agire anche contro il mal di testa causato da un accumulo di tensione nervosa.

E’ stato dimostrato che tutto ciò è dovuto principalmente all’azione di alcuni flavonoidi, i quali svolgerebbero un’attività del tutto simile a quella portata avanti dalle benzodiazepine, noti farmaci ansiolitici, legandosi a specifici recettori presenti nel cervello.

Le foglie abbondano di olio essenziale, che è utile contro le somatizzazioni ansiose che interessano l’apparato gastroenterico: nausea, disturbi della digestione, crampi addominali e colite.

L’estratto di foglie di melissa, assunto anche in gocce, riesce a svolgere una funzione antivirale: merito degli acidi polifenolici e polisaccaridi, che combattono l’herpes simplex.

Per risentire degli effetti benefici, andrebbero somministrati sei cucchiaini al giorno di acqua di melissa. Per una tisana la dose consigliata è pari a 5 grammi al giorno; l’infuso dovrebbe essere bevuto distribuito nel corso della giornata.

Le controindicazioni

Il dosaggio va comunque valutato bene, in modo che possa essere personalizzato ed evitare eventuali effetti collaterali. Fra questi è possibile riscontrare un risultato opposto a quello calmante, con ansia e agitazione.

Inoltre è importante tenere presente che gli estratti di questa pianta non si dovrebbero usare se il soggetto presenta dei disturbi della tiroide, come l’ipotiroidismo, e se segue una cura a base di ormoni tiroidei, perché si potrebbero verificare fenomeni di interferenza.

L’olio essenziale è sconsigliato, a scopo preventivo, in coloro che sono affetti da glaucoma, perché alcuni studi svolti a questo proposito hanno messo in evidenza che si potrebbe andare incontro ad un aumento della pressione endoculare.

Sorgente: www.tantasalute.it

VALERIANA

VALERIANAVALERIANA – Proprietà e Controindicazioni

HABITAT: è comune nel sottobosco umido, al margine dei fossi e dei corsi d’acqua in tutta l’Europa. VALERIANA

PARTE USATA: il rizoma con le radichette.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in acidi valerenici totali min. 0,42% (Farmacopea Italiana IX), la cui dose giornaliera va da 4 a 6 mg. per kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni, l’ultima delle quali va presa circa 30 minuti prima di coricarsi. COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di sostanze di natura terpenica, in particolare sesquiterpeni e iridoidi. Contiene anche piccole quantità di olio essenziale.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione sedativa: è una pianta attiva sul sistema nervoso centrale, sul quale esercita azione sedativa e favorente il sonno. Animali trattati con valeriana mostrano in effetti una diminuzione del movimento, dell’aggressività, per cui si può dire che la pianta ha un’attività genericamente tranquillante. Interessante è anche l’osservazione che il fitocomplesso della Valeriana può aumentare l’azione sedativa della melatonina sul sistema nervoso centrale. L’effetto sedativo e favorente il sonno della valeriana dipende dalla sua capacità di aumentare i livelli di GABA (acido gamma-aminobutirrico) nel cervello. Il GABA infatti è un aminoacido dotato di una potente azione sedativa e sonnifera.  Gli effetti sul sistema nervoso centrale del fitocomplesso della Valeriana sono anche stati paragonati a quelli del diazepam e della cloropromazina, noti farmaci ad azione ansiolitica e sedativa chiamati benzodiazepine, e si è notato che sono simili a quelli di questi farmaci, ma la loro intensità è minore. Inoltre alcuni componenti di questa pianta paiono dotati di azione antispastica sulla muscolatura liscia dell’intestino.  Alcuni studi clinici effettuati su pazienti con lieve insonnia hanno dimostrato che la valeriana riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità del sonno nelle prime ore della notte, mentre non ha praticamente alcuna azione nelle ore successive di sonno. I pazienti ricevevano per bocca un estratto secco titolato di valeriana alla dose di 450 mg. al giorno per periodi di tempo variabili tra i 20 e i 60 giorni. E’ interessante notare che queste sperimentazioni dimostrano che la pianta è quasi altrettanto efficace delle benzodiazepine nel favorire il sonno, senza provocare sonnolenza al risveglio come invece fanno alcuni farmaci sonniferi ad azione più prolungata.  Uno studio clinico ha valutato un gruppo di 202 pazienti di età compresa tra i 18 e i 73 anni con insonnia, che ricevevano per bocca 500 mg al giorno di estratto secco di valeriana titolato allo 0,42% in acidi valerenici o oxazepam, una nota benzodiazepina, alla dose di 10 mg. per 6 settimane. Si valutavano gli effetti di queste sostanze tramite un particolare questionario e dei test specifici. I risultati del suddetto questionario indicavano che la valeriana era altrettanto efficace dell’oxazepam nel favorire il sonno. Anche i risultati dei test specifici davano un’equivalenza di risultati clinici. Effetti avversi si manifestavano in 29 pazienti (28,4%) del gruppo valeriana e in 36 (36%) pazienti del gruppo oxazepam, ed erano tutti lievi o moderati. L’84% dei pazienti del gruppo valeriana e il 73,4% di quelli del gruppo oxazepam giudicavano sia l’efficacia sia la tollerabilità del trattamento in modo decisamente positivo. Lo studio conclude affermando che l’effetto di 500 mg al giorno di estratto secco di Valeriana titolato allo 0,42% in acidi valerenici è pressochè identico a quello di 10 mg. di oxazepam nel favorire il sonno.  Altri studi clinici rigorosi hanno dimostrato che la valeriana è abbastanza vicina come efficacia alle benzodiazepine ma, a differenza di questi farmaci, non provoca stordimento o sonnolenza durante il giorno e consente quindi a chi la prende di lavorare in perfetta efficienza.  Altri studi hanno dimostrato che la Valeriana è utile anche in persone con ansia durante le ore del giorno. In questo caso va presa al mattino al risveglio e nel tardo pomeriggio. Indicazioni principali: sindrome ansiosa, disturbi del sonno. Azione prevalente: sedativo-ansiolitica e favorente il sonno. Altre azioni: antispastica a livello intestinale.

EFFETTI COLLATERALI: Recentemente sono stati segnalati alcuni casi di delirio con crisi di tachicardia in pazienti che assumevano alte dosi (900 mg al giorno) di estratto secco titolato di valeriana per periodi di tempo prolungati. Per questo non bisogna mai superare le dosi di estratto indicate.

CONTROINDICAZIONI: A dosi elevate potrebbe provocare moderati danni al fegato, con modico rialzo di alcuni enzimi del fegato come le transaminasi e la gammaGT.  E’ controindicata in gravidanza e durante l’allattamento. Non somministrare in bambini di età inferiore ai 6 anni.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: La valeriana non dovrebbe essere usata in concomitanza coi barbiturici perché potrebbe verificarsi un’eccessiva sedazione.

DATI TOSSICOLOGICI: La dose letale per bocca nel ratto è pari a 3,3 g per kg di peso. Dosi di 600 mg per kg di peso somministrate per 45 giorni consecutivi non hanno provocato alterazioni nel peso degli animali e nei loro esami del sangue e delle urine.

fonte: www.fitoterapia.in

TIGLIO

TIGLIOBenefici e controindicazioni del tiglio

L’infuso di tiglio o tilia è uno dei più popolari che esistono quando si cerca di calmare i nervi e diminuire gli stati d’ansia. Ma non tutti conosciamo le sue proprietà, la dose giusta e anche alcune controindicazioni che possiede. In quest’articolo ti gli offriamo.

Bere un infuso di tiglio (tilia in alcuni luoghi) è uno dei modi più comuni- e naturali- di calmare i nervi, indurre al sonno e guadagnare la tranquillità di cui abbiamo bisogno. Ma bisogna anche chiarire che è una pianta che ha varie proprietà diverse, una posologia adeguata e, anche, alcune controindicazioni.

Per iniziare, il tiglio è una pianta che ipnotizza, producendo questo conosciuto effetto sedativo e induttore del sonno. È anche antitosse, calmando le mucose respiratorie quando si ha la tosse. È anche antispasmodica, avendo un effetto rilassante sul muscolo liscio bronchiale.

Rispetto alla quantità raccomandata di tiglio che puoi consumare al giorno è di 2 g della pianta per 150 ml d’acqua, consumata ogni 12 ore (due volte al giorno), preparata in infuso in modo tradizionale.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione sul sistema nervoso centrale: Ha una discreta azione sedativa a livello cerebrale, utile soprattutto nei soggetti ansiosi, ipereccitabili e con sintomi legati alla somatizzazione dell’ansia a livello dello stomaco e dell’intestino. Il fitocomplesso di questa pianta è in grado di legarsi ai recettori per le benzodiazepine presenti nel cervello, e ciò spiega la sua azione sedativa e ansiolitica.  A tale scopo studi fatti nel ratto hanno dimostrato che sostanze presenti in questa pianta, probabilmente di natura flavonoidica, si legano ai recettori cerebrali per le benzodiazepine, determinando un netto effetto ansiolitico negli animali, ma senza causare effetti negativi sulla loro capacità di muoversi. La sua azione sedativa è particolarmente utile nel bambino, data l’assenza di effetti collaterali documentati. Non provoca sonnolenza durante le ore del giorno né assuefazione. Azione antispasmodica viscerale: la sua attività in soggetti con somatizzazione dell’ansia a livello dello stomaco e dell’intestino è dovuta soprattutto ad un’azione antispastica sulla muscolatura liscia di questi organi. Tale azione è dovuta soprattutto ad un ostacolo alla penetrazione del calcio a livello della muscolatura liscia viscerale, dovuta principalmente all’olio essenziale. Inoltre le mucillagini di cui il tiglio è ricco si stratificano sulla mucosa intestinale, proteggendola dal contatto con le sostanze irritanti. Indicazioni principali: disturbi da somatizzazione dell’ansia a livello addominale, nervosismo e irritabilità. Azione prevalente: sedativa e spasmolitica viscerale.

EFFETTI COLLATERALI: in pazienti sensibili può provocare reazioni allergiche cutanee a tipo orticaria.

CONTROINDICAZIONI: nessuna degna di nota.

INTERAZIONI  CON FARMACI: non note.

DATI  TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca nel ratto è indeterminabile, confermando la scarsissima tossicità di questa pianta

In ogni modo, al essere una pianta con mucillagini, il tiglio non è consigliato per quando soffri di dolori stomacali dei quali sconosci la provenienza, giacché può accentuarli.

fonti:

www.innatia.it

www.fitoterapia.in