IPOCONDRIA – LE CURE NATURALI

ipocondriaci2Il termine ipocondria deriva dall’antica parola Hypocondrium, che vuol dire “al di sotto delle coste”, e viene collegata al sintomo di dolore addominale che molti soggetti colpiti da questo disturbo manifestano. Ciò che differenzia l’ipocondria dal normale timore di essere affetti da qualcosa di grave è il modo in cui la paura si manifesta: non sporadica bensì sistematica e prolungata, accompagnata da un’insistenza che diviene per lo più ossessionante.

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VALERIANA

VALERIANAVALERIANA – Proprietà e Controindicazioni

HABITAT: è comune nel sottobosco umido, al margine dei fossi e dei corsi d’acqua in tutta l’Europa. VALERIANA

PARTE USATA: il rizoma con le radichette.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in acidi valerenici totali min. 0,42% (Farmacopea Italiana IX), la cui dose giornaliera va da 4 a 6 mg. per kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni, l’ultima delle quali va presa circa 30 minuti prima di coricarsi. COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di sostanze di natura terpenica, in particolare sesquiterpeni e iridoidi. Contiene anche piccole quantità di olio essenziale.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione sedativa: è una pianta attiva sul sistema nervoso centrale, sul quale esercita azione sedativa e favorente il sonno. Animali trattati con valeriana mostrano in effetti una diminuzione del movimento, dell’aggressività, per cui si può dire che la pianta ha un’attività genericamente tranquillante. Interessante è anche l’osservazione che il fitocomplesso della Valeriana può aumentare l’azione sedativa della melatonina sul sistema nervoso centrale. L’effetto sedativo e favorente il sonno della valeriana dipende dalla sua capacità di aumentare i livelli di GABA (acido gamma-aminobutirrico) nel cervello. Il GABA infatti è un aminoacido dotato di una potente azione sedativa e sonnifera.  Gli effetti sul sistema nervoso centrale del fitocomplesso della Valeriana sono anche stati paragonati a quelli del diazepam e della cloropromazina, noti farmaci ad azione ansiolitica e sedativa chiamati benzodiazepine, e si è notato che sono simili a quelli di questi farmaci, ma la loro intensità è minore. Inoltre alcuni componenti di questa pianta paiono dotati di azione antispastica sulla muscolatura liscia dell’intestino.  Alcuni studi clinici effettuati su pazienti con lieve insonnia hanno dimostrato che la valeriana riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità del sonno nelle prime ore della notte, mentre non ha praticamente alcuna azione nelle ore successive di sonno. I pazienti ricevevano per bocca un estratto secco titolato di valeriana alla dose di 450 mg. al giorno per periodi di tempo variabili tra i 20 e i 60 giorni. E’ interessante notare che queste sperimentazioni dimostrano che la pianta è quasi altrettanto efficace delle benzodiazepine nel favorire il sonno, senza provocare sonnolenza al risveglio come invece fanno alcuni farmaci sonniferi ad azione più prolungata.  Uno studio clinico ha valutato un gruppo di 202 pazienti di età compresa tra i 18 e i 73 anni con insonnia, che ricevevano per bocca 500 mg al giorno di estratto secco di valeriana titolato allo 0,42% in acidi valerenici o oxazepam, una nota benzodiazepina, alla dose di 10 mg. per 6 settimane. Si valutavano gli effetti di queste sostanze tramite un particolare questionario e dei test specifici. I risultati del suddetto questionario indicavano che la valeriana era altrettanto efficace dell’oxazepam nel favorire il sonno. Anche i risultati dei test specifici davano un’equivalenza di risultati clinici. Effetti avversi si manifestavano in 29 pazienti (28,4%) del gruppo valeriana e in 36 (36%) pazienti del gruppo oxazepam, ed erano tutti lievi o moderati. L’84% dei pazienti del gruppo valeriana e il 73,4% di quelli del gruppo oxazepam giudicavano sia l’efficacia sia la tollerabilità del trattamento in modo decisamente positivo. Lo studio conclude affermando che l’effetto di 500 mg al giorno di estratto secco di Valeriana titolato allo 0,42% in acidi valerenici è pressochè identico a quello di 10 mg. di oxazepam nel favorire il sonno.  Altri studi clinici rigorosi hanno dimostrato che la valeriana è abbastanza vicina come efficacia alle benzodiazepine ma, a differenza di questi farmaci, non provoca stordimento o sonnolenza durante il giorno e consente quindi a chi la prende di lavorare in perfetta efficienza.  Altri studi hanno dimostrato che la Valeriana è utile anche in persone con ansia durante le ore del giorno. In questo caso va presa al mattino al risveglio e nel tardo pomeriggio. Indicazioni principali: sindrome ansiosa, disturbi del sonno. Azione prevalente: sedativo-ansiolitica e favorente il sonno. Altre azioni: antispastica a livello intestinale.

EFFETTI COLLATERALI: Recentemente sono stati segnalati alcuni casi di delirio con crisi di tachicardia in pazienti che assumevano alte dosi (900 mg al giorno) di estratto secco titolato di valeriana per periodi di tempo prolungati. Per questo non bisogna mai superare le dosi di estratto indicate.

CONTROINDICAZIONI: A dosi elevate potrebbe provocare moderati danni al fegato, con modico rialzo di alcuni enzimi del fegato come le transaminasi e la gammaGT.  E’ controindicata in gravidanza e durante l’allattamento. Non somministrare in bambini di età inferiore ai 6 anni.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: La valeriana non dovrebbe essere usata in concomitanza coi barbiturici perché potrebbe verificarsi un’eccessiva sedazione.

DATI TOSSICOLOGICI: La dose letale per bocca nel ratto è pari a 3,3 g per kg di peso. Dosi di 600 mg per kg di peso somministrate per 45 giorni consecutivi non hanno provocato alterazioni nel peso degli animali e nei loro esami del sangue e delle urine.

fonte: www.fitoterapia.in